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NUOVO REGIME CONTABILE "PER CASSA" PER I CONTRIBUENTI IN CONTABILITA' SEMPLIFICATA.


L’articolo 5 della Legge Finanziaria 2017 ha introdotto l’obbligo per i contribuenti in contabilità semplificata di determinare il reddito sulla base del principio di cassa, che ha sostituito il principio di competenza a decorrere dal 1 gennaio 2017

Tra le novità riguardanti i contribuenti in contabilità semplificata, c’è anche la modifica della modalità di determinazione del reddito imponibile, che sarà dato dalla differenza tra l’ammontare dei ricavi e degli altri proventi percepiti nel periodo di imposta, e quello delle spese effettivamente sostenute nello stesso periodo. Con le nuove modifiche entrano nel computo dell’imponibile anche i ricavi di cui all’art. 57 del TUIR, ovvero il valore normale dei beni destinati al consumo personale o familiare dell’imprenditore (autoconsumo) e non dovranno più, invece, essere rilevate le esistenze e le rimanenze del magazzino (al fine di evitare il rischio della doppia imposizione il reddito del primo periodo d’imposta in cui si applicano le nuove disposizioni verrà ridotto dell’importo delle rimanenze finali che hanno concorso alla formazione del reddito nell’esercizio precedente).

Il nuovo principio di cassa si applicherà anche alla determinazione della base imponibile ai fini IRAP. Le nuove disposizioni prevedono la modifica dell’articolo 18 del D.P.R. 600/1973, che pur mantenendo inalterati i limiti dei ricavi per la tenuta della contabilità semplificata (400.000 Euro per le attività di prestazione di servizi e 700.000 Euro per tutte le altre attività), introducono nuovi obblighi contabili, adattandoli all’applicazione del principio di cassa. Pertanto, il nuovo comma 2 dell’articolo 18 prevede che i soggetti in contabilità semplificata che adotteranno il regime di cassa debbano (oltre a quelli già previsti in precedenza):

1) Annotare cronologicamente, in un apposito registro, i ricavi percepiti indicando, per ciascun incasso il relativo importo, le generalità, l’indirizzo e il comune di residenza anagrafica del soggetto che effettua il pagamento, gli estremi della fattura o altro documento emesso;  

2) Annotare cronologicamente e con riferimento alla data di pagamento (in ossequio al criterio di cassa) le spese sostenute nell’esercizio, fornendo le medesime informazioni richieste per i ricavi percepiti;

3) Annotare eventuali diversi componenti positivi e negativi di reddito nei registri obbligatori entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi.

I registri di annotazione di ricavi e spese possono essere sostituiti con i registri IVA, debitamente integrati con la separata annotazione delle operazioni non soggette a registrazione ai fini Iva. A questo proposito si ritiene che non sia necessaria la separazione dei sezionali IVA, ma le operazioni non IVA possono seguire la protocollazione delle operazioni IVA, come in passato.  Per quanto riguarda le singole annotazioni relative ad incassi e pagamenti, nell’ipotesi in cui l’incasso o il pagamento non sia avvenuto nel periodo d’imposta di registrazione, può essere riportato soltanto l’importo complessivo dei mancati incassi o pagamenti, con indicazione delle fatture cui le operazioni si riferiscono. In tal caso, i ricavi percepiti e i costi sostenuti devono essere annotati separatamente nei registri stessi, nel periodo di imposta in cui vengono incassati o pagati, indicando il documento contabile già registrato ai fini Iva.

Si precisa che nulla cambia ai fini della liquidazione dell’IVA, che dovrà essere calcolata e versata con le stesse modalità di sempre, cioè come differenza tra il debito IVA per le fatture emesse (a prescindere dall’incasso) e il credito IVA per le fatture ricevute.

     In ogni caso, i contribuenti possono esercitare apposita opzione, vincolante per almeno un triennio, per tenere i registri Iva senza operare annotazioni relative ad incassi e pagamenti, fermo restando l’obbligo della separata annotazione delle operazioni non soggette a registrazione Iva. In questo caso, opera la presunzione legale secondo cui la data di registrazione dei documenti coincida con quella di incasso o pagamento, mantenendo di fatto gli effetti  del precedente regime di competenza (tranne la possibilità di rilevare le rimanenze).

In linea generale, appare evidente che il nuovo regime per cassa potrebbe essere vantaggioso nel caso in cui il momento dell’incasso è differito dall’emissione della fattura.

20/03/2017